Il disconoscimento della scrittura privata

Il disconoscimento della scrittura privata
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Il disconoscimento della scrittura privata avviene quando colui contro il quale è stato prodotto in causa un contratto, una lettera, una donazione o qualsiasi altra scrittura professionale dichiara che la firma o la scrittura del documento non è sua e, per tale motivo, non è vincolato da quel documento.

La parte che vorrà disconoscere il documento, pertanto, dovrà negare formalmente la propria scrittura o la propria firma entro la prima udienza o la prima risposta successiva alla produzione (termine perentorio). Qualora il disconoscimento fosse tardivo, sarà onere della controparte eccepirne la tardività non potendo essere rilevata d’ufficio dal giudice.

Una volta disconosciuta la scrittura privata o la firma, la parte che ha prodotto il documento può proporre un’istanza di accertamento dell’autenticità della scrittura, così aprendosi il procedimento di verificazione. In caso contrario, cioè in caso di silenzio della parte, la scrittura disconosciuta non avrà alcuna efficacia probatoria.

Tornando al primo caso, la parte che ha prodotto la scrittura privata e intenda avvalersene anche dopo il disconoscimento della controparte dovrà provare il contrario con il procedimento di verificazione della scrittura privata, la cui presentazione dell’istanza non richiede particolari formalità. Occorre precisare a tal proposito che, nonostante non sia richiesto l’uso di formule particolare per il disconoscimento della scrittura, questo non può mai essere generico, bensì specifico e determinato (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 8 marzo – 27 maggio 2016, n. 11048).

La verifica della scrittura privata verrà affidata ad un perito esperto in grafologia nominato dal giudice, il quale accerterà la somiglianza o meno della firma presente sul documento contestato con quella apposta dallo stesso presunto firmatario su altri documenti. Pertanto, la parte che proporrà l’istanza di verificazione dovrà proporre tutti i mezzi di prova ritenuti utili per l’accertamento, producendo o indicando le scritture necessarie per la comparazione oltre all’originale della scrittura privata contestata.
La verificazione, infatti, potrà essere fatta esclusivamente sull’originale del documento: se la parte non è in grado di esibire la copia originale o di dimostrare che la copia è identica al testo originale, il documento non potrà essere utilizzato nel procedimento.
Il giudice, oltre a stabilire le modalità di custodia della scrittura e a nominare un consulente tecnico di grafologia (art.217, comma 1, c.p.c.), può ordinare alla parte presunta autrice di scrivere sotto dettatura: se la parte rifiuta o non compare, la scrittura si intende riconosciuta (art. 219 c.p.c.).