Guida pratica alla costituzione online di una startup innovativa

Guida pratica alla costituzione online di una startup innovativa
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Preliminarmente è necessario fare chiarezza su cos’è una startup innovativa.

Introdotta nel nostroordinamento con la legge n° 221/2012, il cosiddetto “Decreto Sviluppo Bis” del Decreto Monti, si definisce come startup innovativa la società di capitali di diritto italiano – che può essere costituita anche in forma cooperativa – che ha come fine quello di produrre, sviluppare e commercializzare prodotti innovativi ad alto tasso tecnologico.

Si tratta quindi di un nuovo profilo di impresa, introdotto appositamente per adeguarsi alle nuove dinamiche del mercato del lavoro e – soprattutto – per favorire l’imprenditoria giovanile basata sull’innovazione.

D’altronde in un contesto lavorativo molto complesso come quello italiano, dove un’assunzione come lavoratore dipendente spesso diventa una chimera, sono sempre di più coloro che decidono di provare a diventare padroni del proprio destino, dando vita ad un proprio progetto imprenditoriale.

E aprire una startup può essere il modo migliore per intraprendere questo percorso.

Il quadro normativo

Le aziende in fase di startup, essendo dei nuovi progetti, presentano un numero considerevole di rischi che però possono essere tramutati in possibilità di maggiore guadagno proprio in virtù della loro dinamicità. A tal proposito, è consigliabile tenere ben presente il quadro normativo di riferimento.

Il decreto legge del 18 ottobre 2012 definisce startup innovativa “la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione”, in possesso dei seguenti requisiti:

  • è stata fondata e svolge attività d’impresa da non più di 4 anni;
  • la sua sede principale si trova in Italia;
  • a partire dal secondo anno di vita, il totale del valore della produzione non supera i 5 milioni di euro;
  • non distribuisce e non ha distribuito utili;
  • ha come oggetto sociale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi di alto valore tecnologico;
  • non è stata costituita da una fusione o scissione societaria o in seguito a una cessione d’azienda o di ramo d’azienda.

Infine, sempre lo stesso decreto dispone che la startup innovativa debba possedere almeno uno di questi ulteriori requisiti:

  • le spese per ricerca e sviluppo sono pari o superiori al 15%;
  • i dipendenti con laurea magistrale sono essere pari o superiori ai 2/3 della forza lavoro complessiva;
  • è titolare o depositaria o licenziataria di almeno un brevetto relativo a: industria, biotecnologie, semiconduttori, varietà vegetali.

Come aprire una startup

Prima di aprire una startup bisogna focalizzarsi sugli obiettivi da raggiungere, le caratteristiche del mercato e dei concorrenti, le strategie da mettere in campo. Il tutto va inserito in un business plan. È consigliabile inoltre affidarsi ad un commercialista o ad un esperto del settore.

Dopodiché si può, per via telematica:

  • Costituire una società di capitali;
  • Dichiarare l’inizio attività;
  • Richiedere l’iscrizione alla sezione startup innovative presso il Registro delle imprese.

Per la costituzione della società si hanno di fronte due scelte:

  • Rivolgersi ad un notaio, che redige l’atto costitutivo e lo deposita presso Registro delle imprese;
  • Compilare un atto costitutivo tipizzato, sottoscritto con firma digitale dal legale rappresentante, per il quale si consiglia in ogni caso di farsi affiancare da un professionista.

Il Mise comunque garantisce che la procedura per costituire una srl semplificata non prevede spese notarili a patto che si utilizzi un modello standard per l’atto.

Come iscriversi al Registro delle Imprese

Come poc’anzi detto, per la costituzione di una startup è necessario iscriversi presso il Registro delle imprese.

Per farlo sarà necessario andare alla pagina dedicata nel sito del Registro delle imprese di InfoCamere (http://startup.registroimprese.it) e seguire la procedura per ottenere la generazione dello Statuto e dell’Atto Costitutivo, documenti che solitamente redige il notaio e che servono obbligatoriamente per la costituzione della Srl.

Per chi volesse verificare il processo online (prima di registrarsi e accedere alla definitiva procedura) è possibile entrare attraverso il link “compila” anche senza registrazione e simulare il processo, che, nonostante sembri essere piuttosto semplice e ben strutturato nei campi dati corrispondenti ai vari elementi che gli atti (statuto e atto costitutivo) devono contenere, presenta alcune problematiche per le quali è consigliabile l’affiancamento di un professionista esperto.


Dati richiesti per l’atto costitutivo:

  • data e luogo
  • sottoscrittori (almeno uno)
  • denominazione
  • sede
  • capitale sociale
  • conferimenti
  • chiusura esercizi
  • amministrazione
  • spese e tasse
  • allegati
  • richiedente
  • autentica

Dati richiesti per lo statuto:

  • denominazione
  • sede
  • oggetto
  • durata
  • capitale sociale
  • aumento di capitale
  • strumenti finanziari
  • quote partecipazione
  • trasferimento quote
  • quote deceduto
  • socio recesso
  • esclusione socio
  • modalità decisioni
  • decisioni quorum
  • amministrazione
  • adunanze
  • scioglimento
  • allegati
  • autentica

Ma attenzione: le seguenti informazioni dovranno essere aggiornate ogni 6 mesi dalle startup innovative, che depositeranno inoltre nuove auto-dichiarazioni alla presentazione del bilancio.

Quando è necessario essere affiancati da un legale

Il team della startup potrebbe avere bisogno di un legale all’inizio per strutturare la propria idea, per capire se questa è fattibile da un punto di vista legale, ovvero aiutare a valutare come il modello di business può essere implementato e se incorre in problematiche regolamentari. Ancora, la startup avrà bisogno contestualmente anche di scegliere il veicolo da utilizzare per la sua operatività, quindi la forma giuridica. Le  situazioni che si presentano, inoltre, possono variare e diventare più  o meno complicate se sono già presenti degli investitori, perché questo potrebbe implicare l’intervento di un’assistenza legale anche in una prima fase di negoziazione. Pertanto, la presenza del legale deve essere vista come una sorta di mentor, che accompagna gli startupper per tutte le tappe di crescita della loro idea di business.

L’assistenza di un legale, inoltre, è necessaria non solo per la predisposizione dei contratti commerciali, ma anche per la redazione di patti parasociali che andranno a regolamentare la vita e i rapporti della startup e del suo team. Difatti, deve essere precisato che alcuni aspetti importanti relativi ai rapporti tra i componenti del team della startup non possono essere regolamentati attraverso la procedura online standardizzata di cui si è parlato poc’anzi: per la regolamentazione di tali aspetti sarà, pertanto, necessario redigere appositi patti parasociali che si affiancheranno all’atto costitutivo e allo statuto della startup.