Assicurazione condominiale non pagata e responsabilità

Assicurazione condominiale non pagata e responsabilità
Tempo di lettura 1 min
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

 

La Corte di Cassazione, con ordinanza n.24920/17, ha rispostoal ricorso depositato da un condominio riguardo la configurazione della responsabilità in capo all’amministratore del condominio per i danni derivanti dalla mancanza di copertura assicurativa in relazione ad un incendio del tetto condominiale.

La Suprema Corte, preliminarmente, afferma che l’amministratore di condomino possiede gli stessi poteri del mandatario i quali vengono ad esso conferiti, ai sensi dell’art. 1131 del Codice Civile, sia dal regolamento di condominio sia dall’assemblea condominiale.

Tra i poteri dell’amministratore – mandatario rientra la facoltà, e non quindi l’obbligo, di agire in via monitoria avverso i condomini morosi (art. 63 disp. Att. Codice Civile). Pertanto, qualora l’amministratore non dovesse esercitare tale azione, a fronte della morosità dei condomini, questi non risponderebbe della mancanza di fondi nelle casse condominiali. Di questa mancanza rispondono, difatti, i soli condomini che, per il loro atteggiamento negligente, devono sopportare le conseguenze derivanti dai danni subiti dalle parti comuni dell’edificio nel caso in cui l’amministratore non abbia potuto ottemperare tempestivamente al pagamento della polizza assicurativa proprio a causa dell’assenza di fondi.

Il provvedimento in oggetto è di notevole importanza nell’ambito del novero delle raddoppiate responsabilità che gravano sull’amministratore di condominio a seguito dell’entrata in vigore della legge di riforma 220 del 2012.

La Cassazione, infatti, ha alleggerito il peso di tali responsabilità ricordando ai condomini che essi sono parte attiva del condominio e che la loro collaborazione, anche economica, è fondamentale per consentire a tutti i partecipanti di godere delle parti comuni dell’edificio senza patire alcun nocumento.