Danno da vacanza rovinata: caratteristiche e tutela

Danno da vacanza rovinata: caratteristiche e tutela

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Il danno da vacanza rovinata, oggi previsto dall’art. 47 del Codice del Turismo, rappresentauna tipologia di danno che non comporta necessariamente una perdita patrimoniale per il turista-consumatore, ma costituisce fonte di stress e turbamento psicologico derivante dagli inadempimenti agli obblighi contrattuali assunti dall’organizzatore (le sistemazioni alberghiere, i servizi offerti di livello inferiore rispetto a quello promessi al momento dell’acquisto del pacchetto turistico, etc.).

Elemento caratterizzante è la lesione dell’ interesse del turista di godere in modo pieno di un viaggio organizzato come occasione di piacere, svago, riposo senza soffrire il disagio psicofisico che accompagna la mancata realizzazione in tutto o in parte del programma previsto.

La risarcibilità del danno da vacanza rovinata è stata affermata  per la prima volta dalla Corte di Giustizia Europea nel 2002, con una sentenza che sanciva il risarcimento del danno, non quale diritto dell’uomo, ma volto a tutelare la concorrenza del mercato europeo dal momento che le diverse disposizioni sul danno patrimoniale provocavano una distorsione della concorrenza tra le imprese di viaggio dei diversi paesi europei.
I giudici italiani hanno riconosciuto la lesione dell’interesse del turista a godere pienamente del viaggio finchè si è giunti alla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 2008 che ha sancito:

  1. il principio che esclude duplicazioni del risarcimento nel rispetto dell’integralità dello stesso;
  2. l’introduzione dei criteri di serietà e gravità della lesione quali condizioni per la risarcibilità del danno non patrimoniale (cioè causato da stress, turbamento psicologico, sofferenza).

Con la successiva introduzione del Codice del Turismo nel 2011 il legislatore ha dato maggiore omogeneità alla materia ed ha:

  1. individuato le cause che possono dar luogo al danno da vacanza rovinata nell’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico;
  2. specificato che l’inadempimento non deve essere di scarsa importanza;
  3. definito il danno da vacanza rovinata collegandolo al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta.

Per potersi avvalere della tutela risarcitoria garantita dall’articolo 47 del Codice del Turismo, pertanto, è necessario che la vacanza rovinata per «inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni» previste sia quella connessa all’acquisto di un “pacchetto turistico”, le cui caratteristiche sono fissate dall’articolo 34 dello stesso Codice. In particolare, il “pacchetto” deve avere a oggetto «i viaggi, le vacanze, i circuiti tutto compreso, le crociere turistiche» risultanti dalla combinazione di almeno due dei seguenti elementi venduti ad un prezzo forfettario: trasporto; alloggio; servizi turistici non accessori a trasporto e alloggio.  Questi ultimi debbono costituire, «per la soddisfazione delle esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto turistico»

In questa fattispecie, pertanto, sono risarcibili due voci di danno:

  1. danno patrimoniale per gli esborsi economici sostenuti;
  2. danno esistenziale o morale (causato da delusione e stress subiti a causa del disservizio).

Il pregiudizio economico è la voce di danno più facilmente quantificabile e corrisponde al prezzo del viaggio acquistato in caso di mancato godimento della vacanza o in una riduzione del prezzo nel caso in cui il consumatore non abbia potuto godere pienamente della vacanza in quanto rovinata da contrattempi, disservizi o altri disguidi.
Il danno morale subito dal turista è più difficilmente quantificabile in quanto è quasi impossibile fornire la prova dello stress o della delusione subiti a causa del mancato godimento della vacanza.
In questi casi la liquidazione del danno morale avviene in maniera equitativa.

.Conseguentemente:

  • il turista è tenuto a provare il contratto di viaggio allegando le circostanze dell’inadempimento di controparte;
  • il tour operator deve provare, invece, l’avvenuto adempimento del contratto.

Per quanto riguarda la quantificazione del danno alla persona essa deve:

  1. essere integrale: nel senso che deve risarcire integralmente il pregiudizio;
  2. essere equa ed accertata dal giudice in base alla consistenza del pregiudizio allegato.